La pubblicità arcimboldesca

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Visto che la mia città [Milano] ha ospitato questa primavera una bellissima mostra dedicata all’Arcimboldo, oggi voglio parlare di lui! O meglio… delle pubblicità che in un modo o nell’altro lo citano o lo ricordano!

Per chi non lo conoscesse, Giuseppe Arcimboldo (1527-1593) è il pittore milanese famoso in tutto il mondo per le sue “teste composte“, ossia teste umane realizzate combinando elementi appartenenti al regno vegetale o animale, che sembrano suggestionare in modo più o meno consapevole la fantasia dei pubblicitari.

L’idea di parlare di Arcimboldo mi è infatti venuta ammirando una recente campagna pubblicitaria a stampa creata dall’agenzia Young&Rubicam di Tel Aviv per il frullatore Magimix. Nelle tre immagini che compongono la campagna possiamo riconoscere:

La gioconda di Leonardo da Vinci

Gioconda - Magimix

il dipinto La grande guerra di Renè Magritte

La grande guerra - Magimix

e la strana conformazione del viso della donna immortalata in molti ritratti
compiuti da Pablo Picasso durante il suo periodo espressionista

Picasso - Magimix

tutte ricreate con frutta e verdura!

Potremmo in questo caso parlare quindi di una citazione al quadrato: la citazione di una particolare opera d’arte ricreata però secondo lo stile pittorico di un altro artista. Una citazione à la manière de che ripropone e ricrea lo stile di un artista o di una corrente estrapolando e ripetendo i tratti caratteristici del loro linguaggio espressivo. Insomma, una Gioconda… proprio come l’avrebbe dipinta l’Arcimboldo!

Ma tornando un po’ indietro nel tempo, palesemente “arcimboldesco” può essere considerato l’annuncio creato nel 1989 dall’agenzia belga HDM per il celebre marchio di acqua minerale francese Perrier.

Arcimboldo - Perrier

Come anche quello creato nel 2010 dall’agenzia Lowe Pirella Fronzoni per Foxy Cartapaglia, una carta assorbente per fritti.

Arcimboldo - Foxy

Per non parlare della citazione puntuale del quadro Autunno (1573) contenuta in una delle due immagini che compongono la campagna pubblicitaria per le gomme da masticare Orbit, creata nel 2008 dall’agenzia ceca Mark BBDO. In questo caso la testa umana realizzata combinando elementi vegetali presenta un morso sulla punta del naso, costituito da una patata, a ricordarci di masticare una gomma Orbit “dopo ogni pasto” (“after any meal”).

Arcimboldo - Orbit

Benchè questo pittore sia stato a lungo dimenticato, io credo che le sue immagini, belle ma al tempo stesso mostruose, suggestionino tutti noi, spesso in modo inconsapevole, riaffiorando alla nostra memoria e riproponendosi nei più svariati settori tra i quali, ovviamente, quello pubblicitario.

Surrealismo e Volkswagen

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Tra le tante correnti artistiche che vengono citate dai creativi pubblicitari, una delle mie preferite è il Surrealismo… forse si era capito! ;)

Per cui a questo argomento ho dedicato anche un guest post su TP Blog, il blog di TP, l’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. Che onore! ^_^

Ho analizzato una bellissima campagna a stampa del 2008 creata dall’agenzia DDB di Berlino per promuovere la Polo BlueMotion della Volkswagen.

Eccovi una delle due immagini della campagna. Riconoscete le citazioni?

Se volete approfondire… cliccate qui! ;)

Pop Art e pubblicità: un legame indissolubile

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Dopo un periodo di latitanza… eccomi di nuovo qua! :D

E torno riprendendo il filo del discorso proprio da dove l’avevo lasciato quando vi avevo parlato di Dalì e del Surrealismo! Come anticipato già allora, oggi vorrei parlarvi invece di Andy Warhol, rievocato dal secondo annuncio della campagna pubblicitaria della Scuola d’Arte Civita.

Civita Art School - Andy Warhol

Dopo l’allusione a Salvador Dalì, ecco quella al famoso artista pop, mirabilmente “impersonato” da un piccolo attore che, in un moderno tableau vivant, lo rievoca grazie allo sfruttamento di due semplici ma incisivi attributi iconografici: gli occhiali e la capigliatura.

Anche le opere di Andy Warhol, e del movimento della Pop Art in generale, vengono frequentemente citate e rielaborate in ambito pubblicitario: come la Pop Art ha attinto in passato alla pubblicità, ora è la pubblicità che attinge al corpus di opere degli artisti pop. La Pop Art, tra tutte le correnti artistiche, è infatti in assoluto quella più affine al mondo della pubblicità.

Una delle opere più note di Warhol, e di conseguenza anche una tra le più citate in pubblicità, è il nucleo di ritratti dedicati a Marylin Monroe, cui l’artista cominciò a lavorare già dal 1962. Ritroviamo la citazione di questo ritratto in un annuncio degli anni Novanta, creato dall’agenzia svedese Hans Brindfors AB, in cui la pratica di ritrarre in serie, tipica dell’arte pop, è stata ripresa per lodare l’alta qualità di stampa delle stampanti Canon.

Canon - Andy WarholPiù che una precisa opera di Warhol, però, in pubblicità si tende più ad imitare la sua tecnica e il suo stile. È pertanto molto comune la citazione della modalità tecnica che consiste nella ripetizione seriale delle immagini che ritroviamo in tanti annunci.

Possiamo osservare tale ripetizione seriale, sempre accompagnata da una variazione dei colori, in un annuncio del 1990 per il profumo di Jean-Louis Sherrer

Jean Louis Scherrer - Pop Art

in un annuncio più recente per il marchio di abbigliamento inglese Fred Perry

Fred Perry - Pop Art

in una delle immagini della campagna pubblicitaria per le gomme da masticare Orbit, creata nel 2008 dall’agenzia ceca Mark BBDO

Orbit - Pop Arto ancora in un annuncio per la vodka Absolut, la cui bottiglia viene ripetuta nove volte in differenti colori.

Absolut - Pop ArtTra Pop Art e pubblicità vi è sempre stato un legame molto forte da quando i beni di consumo dell’economia del benessere divulgati dalla pubblicità e dai mass-media divennero il serbatoio privilegiato per gli artisti pop. E questo legame sembra mantenersi saldo ancora oggi…

Convegno Nazionale “Donna e Dignità”

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Oggi parlerò sempre di pubblicità ma con un post un po’ diverso dal solito! :)
Vorrei infatti segnalarvi un evento molto interessante a cura della TP, l’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. Un convegno dedicato alle donne dal significativo titolo Donna e Dignità: da oggetto a soggetto nella cultura dei Valori, che avrà luogo giovedì 31 marzo, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, a Roma presso la Camera dei Deputati – Palazzo Marini, Via del Pozzetto 158.
Il Convegno è maturato grazie alla campagna recentemente promossa da TP sul tema e intitolata Sviluppiamo idee, non voyeurismo.

Per chi fosse interessato a partecipare, le iscrizioni sono aperte già da parecchi giorni ma si è ancora in tempo per accreditarsi: è sufficiente telefonare alla segreteria TP al numero 02.655841 e fornire i propri dati!

Questo è il trailer dell’evento:

È importante contribuire alla diffusione di questo evento dedicato al valore e alla dignità della donna, per cui condividete il video su Facebook e Twitter o inviatelo via mail a tutti coloro che potrebbero essere interessati!
Vi segnalo di seguito alcuni link utili:
- sito di TP
- Facebook Page di TP
- evento su Facebook

Pubblicità, Dalí e il Surrealismo

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Oggi voglio parlare di Dalí e del Surrealismo (e di pubblicità, ovviamente)! L’ispirazione mi è venuta da una recente campagna pubblicitaria italiana, creata dall’agenzia Yes I Am di Roma per la Scuola d’Arte Civita.
Il concetto è molto semplice ma la campagna è ben fatta: il visual ci mostra l’immagine di un bimbo che evoca il pittore surrealista Salvador Dalí, immediatamente riconoscibile dai caratteristici baffi. “Artists born here” ci dice il pay-off.

Civita Art School - Dalì

Ci troviamo davanti ad un’allusione vera e propria, ad un tableaux vivant, ossia alla situazione in cui un attore (in questo caso un bambino) posa teatralmente richiamando però in questo caso non un’opera d’arte, bensì un artista ben riconoscibile da un solo, ma molto incisivo, attributo iconografico.

Le opere di Dalí, e in generale le opere del movimento surrealista, vengono spesso citate in pubblicità: la connessione tra pubblicità e Surrealismo è forte e avviene sul piano dell’importanza conferita al desiderio. Di Dalí, in particolare, non si citano tanto opere precise quanto piuttosto alcuni elementi molto ricorrenti nella sua pittura: primo fra tutti gli orologi molli, rievocati per esempio da un piatto “che cola” nell’annuncio pubblicitario di un ristorante cileno (2009) che abbina “arte e gastronomia”

Ristorante_Dalì

Oppure lo ritroviamo su un manifesto pubblicitario tedesco in qualità di simbolo, universalmente riconoscibile, di una mostra dedicata all’artista stesso

Mostra_Dalì

Che dire poi di una delle due immagini che compongono una bellissima campagna brasiliana per la AE Investimentos: l’evocazione di un mondo assurdo che genera spaesamento è spiegata dall’headline che ci dice: “Non perderti nel bizzarro mondo degli investimenti” (“Don’t be lost in the weird world of investments”) e, sottinteso, fatti guidare da AE Investimentos. L’immagine è dominata da figure dalle zampe esageratamente allungate, come quelle presenti nel dipinto di Dalí intitolato La Tentazione di Sant’Antonio (1946).

AE Investimentos_Dalì

Ritorniamo però un attimo alla nostra campagna iniziale, quella della Scuola d’Arte Civita: essa è costituita da un altro annuncio che presenta l’immagine di un bimbo il cui aspetto evoca, anzi allude, all’artista pop Andy Warhol… ma questa è tutta un’altra questione! Per cui di Pop Art parlerò nel prossimo post! ;)