Pubblicità, Dalí e il Surrealismo

Posted by chiara in offline, pubblicità e arte, traditional | Tagged , , , , , | 2 Comments

Oggi voglio parlare di Dalí e del Surrealismo (e di pubblicità, ovviamente)! L’ispirazione mi è venuta da una recente campagna pubblicitaria italiana, creata dall’agenzia Yes I Am di Roma per la Scuola d’Arte Civita.
Il concetto è molto semplice ma la campagna è ben fatta: il visual ci mostra l’immagine di un bimbo che evoca il pittore surrealista Salvador Dalí, immediatamente riconoscibile dai caratteristici baffi. “Artists born here” ci dice il pay-off.

Civita Art School - Dalì

Ci troviamo davanti ad un’allusione vera e propria, ad un tableaux vivant, ossia alla situazione in cui un attore (in questo caso un bambino) posa teatralmente richiamando però in questo caso non un’opera d’arte, bensì un artista ben riconoscibile da un solo, ma molto incisivo, attributo iconografico.

Le opere di Dalí, e in generale le opere del movimento surrealista, vengono spesso citate in pubblicità: la connessione tra pubblicità e Surrealismo è forte e avviene sul piano dell’importanza conferita al desiderio. Di Dalí, in particolare, non si citano tanto opere precise quanto piuttosto alcuni elementi molto ricorrenti nella sua pittura: primo fra tutti gli orologi molli, rievocati per esempio da un piatto “che cola” nell’annuncio pubblicitario di un ristorante cileno (2009) che abbina “arte e gastronomia”

Ristorante_Dalì

Oppure lo ritroviamo su un manifesto pubblicitario tedesco in qualità di simbolo, universalmente riconoscibile, di una mostra dedicata all’artista stesso

Mostra_Dalì

Che dire poi di una delle due immagini che compongono una bellissima campagna brasiliana per la AE Investimentos: l’evocazione di un mondo assurdo che genera spaesamento è spiegata dall’headline che ci dice: “Non perderti nel bizzarro mondo degli investimenti” (“Don’t be lost in the weird world of investments”) e, sottinteso, fatti guidare da AE Investimentos. L’immagine è dominata da figure dalle zampe esageratamente allungate, come quelle presenti nel dipinto di Dalí intitolato La Tentazione di Sant’Antonio (1946).

AE Investimentos_Dalì

Ritorniamo però un attimo alla nostra campagna iniziale, quella della Scuola d’Arte Civita: essa è costituita da un altro annuncio che presenta l’immagine di un bimbo il cui aspetto evoca, anzi allude, all’artista pop Andy Warhol… ma questa è tutta un’altra questione! Per cui di Pop Art parlerò nel prossimo post! ;)

2 Responses to Pubblicità, Dalí e il Surrealismo

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